Pubblicità ingannevole in chirurgia plastica

pubblicità ingannevole in chirurgia plastica
Pubblicità ingannevole in chirurgia plastica

Pubblicità ingannevole in chirurgia plastica: quanto sia pericolosa la pubblicità ingannevole in campo chirurgico estetico, è ben noto, il rischio di lasciarsi “tentare” da operazioni e interventi plastici ritenuti (a torto) meno invasivi del reale, e in grado di garantire dei risultati apparentemente straordinari, è dietro l’angolo.

Proprio a tal fine l’Acpic, Associazione dei chirurghi plastici dell’Italia Centrale (un ente che riunisce i principali operatori del settore) aveva deciso di rompere gli indugi e presentare un formale esposto al Garante in merito proprio alla pubblicità ingannevole in chirurgia plastica.

Come intervenire in caso di pubblicità ingannevole in chirurgia plastica

La “goccia” che ha fatto traboccare il vaso della pazienza degli istituti di settore era stata rappresentata, circa un anno fa, da una pubblicità che promuoveva le attività di un’associazione specializzata in problemi di malasanità, ovvero nell’offerta di un supporto medico e di un sostegno legale diretto a quelle persone che erano state danneggiate dalla cattiva chirurgia estetica: nella fattispecie, il messaggio pubblicitario comparso su alcuni quotidiani si rivolgeva espressamente alle donne che avevano subito dei pregiudizi in seguito a operazioni di mastoplastica additiva.

In quell’occasione l’Acpic sottolineava come il messaggio fosse sufficientemente ambiguo e ingannevole, poiché mostrava una donna che indossava una cintura esplosiva all’altezza del reggiseno, associando all’immagine parole come “protesi cancerogene” e “bombe”.

Le indagini sulla pubblicità ingannevole in chirurgia plastica

A quel punto, l’Acpic, in collaborazione con l’Aicpe (l’Associazione italiana di chirurgia plastica estetica) aveva scelto di rompere gli indugi e presentare all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato una richiesta di apertura di indagine che potesse concretamente verificare la presunta ingannevolezza del messaggio pubblicitario.

Ebbene, dopo alcuni mesi di indagine, il Garante ha chiesto e ottenuto da parte dell’associazione la rimozione dell’informativa pubblicitaria, bollandola come ingannevole e lesiva per i pazienti e per i chirurghi plastici.

Una buona notizia, a detta dell’Acpic, a contribuzione della evidente necessità di una migliore informativa di settore, nel pieno rispetto della dignità degli operatori professionali e, soprattutto, dei pazienti e contro la pubblicità ingannevole in chirurgia plastica.