Rivitalizzazione della zona occhi, nuovo protocollo Allergan

zona periorbitaleAllergan ha presentato un nuovo protocollo che promette precise e specifiche linee guida nei trattamenti per la rivitalizzazione della zona occhi (la zona “perioculare”). Diffuso in occasione del recente AWMC (Anti-aging Medicine World Congress) di Montecarlo, il protocollo punta ancora sulla tossina boutlinica e sui filler dermici, con applicazione abbinata e sinergica, e promettendo così un nuovo approccio per i trattamenti in esame.

Allergan afferma infatti che il nuovo protocollo è stato sviluppato con la preziosa collaborazione di 12 medici professionisti con grandissima esperienza nella medicina estetica, e che contiene nuove linee guida per poter trattare questa delicata zona del visto, considerata la vicinanza degli occhi. Un trattamento che non potrà che essere fortemente personalizzato e graduale, e il cui protocollo di riferimento verrà distribuito a circa 15 mila specialisti della medicina estetica nel vecchio Continente, contribuendo a rendere sempre più efficiente il mega programma di formazione avviato.

Sul perchè Allergan abbia ritenuto opportuno soffermare così tanta attenzione sulla zona perioculare e sugli interventi connessi vi sono davvero pochi dubbi: recenti indagini evidenziano infatti che quella intorno agli occhi è una zona del viso che è molto importante nei pazienti, e spesso diventa la prima zona da considerare quando si ipotizzano trattamenti di natura estetica. Non è un caso che nella lista delle sei aree che preoccupano maggiormente in termini di visibile invecchiamento vi siano le “zampe di gallina” (ovvero le rughe che si formano ai lati esterni degli occhi), e ancora le borse sotto gli occhi e le rughe glabellari.

A complicare ulteriormente la serenità dell’approccio vi è anche il fatto che la zona perioculare è quella su cui si è generalmente meno soddisfatti rispetto ad altre aree del viso: una insoddisfazione che sembra coinvolgere maggiormente le donne, con un picco di “gravità” percepita nelle quarantenni, ovvero nella generazione che sta iniziando a conoscere i segni dell’invecchiamento.

Infine, a ulteriore determinante della necessità di un approfondito protocollo, si tenga altresì in considerazione che l’anatomia dell’area periorbitale è molto complessa, e richiedere la conoscenza e l’utilizzo di tecniche di iniezione delle tossine molto avanzate.