Staminali sempre più importanti per la chirurgia estetica

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Le staminali nella chirurgia estetica

Nuove frontiere innovative si stanno per aprire grazie alle nuove sperimentazioni compiute sulle cellule staminali, elementi che – stando alle più recenti analisi – sarebbero in grado di aiutare la chirurgia estetica concedendo nuova linfa e nuove possibilità di successo ai medici.

Ad “ufficializzare” le conclusioni di cui sopra è stato un recente studio pubblicato sulla rivista The Lancet, a firma di un gruppo di ricercatori coordinato dal dottor Stig Friederik Trojahn Kolle dell’università danese di Copenaghen.

Il team di studiosi ha effettuato una serie di analisi specifiche su un campione di 12 pazienti volontari, testando su di essi una variante delle ordinarie tecniche di riempimento che fino ad oggi vengono correntemente utilizzate (ovvero, il riempimento delle aree interessate attraverso delle cellule di grasso prelevate dallo stesso paziente, con una tecnica conosciuta comunemente con il nome di lipofilling).

Attraverso la nuova sperimentazione il gruppo di ricercatori danesi vuol cercare di aggirare uno dei problemi principali della tecnica del lipofilling, ovvero il tasso di mortalità di una parte delle cellule che vengono innestate (e, di conseguenza, la mancata perfezione della procedura di riempimento).

Una volta effettuata la sperimentazione, i ricercatori danesi hanno quindi confrontato i risultati tra un innesto realizzato con la tradizionale tecnica delle cellule adipose del paziente (lipofilling) e quello realizzato con le cellule adipose unite a cellule staminali. Per compiere il confronto, i ricercatori hanno iniettato nelle braccia di uno stesso paziente i due differenti innesti, andando quindi a confrontare l’esito delle operazioni mediante una risonanza.

Ebbene, secondo quanto contenuto nelle conclusioni pubblicate sulla rivista, la differenza di riassorbimento sarebbe stata sorprendente, considerato che nell’ipotesi di cellule adipose la percentuale di assorbimento è stata pari al 16,3 per cento, contro l’80,9 per cento nell’ipotesi di grasso arricchito con le staminali.

Nei prossimi anni, pertanto, la chirurgia estetica potrebbe subire una nuova rivoluzione dall’introduzione di tali nuove tecniche.