Operazioni di chirurgia estetica in crescita in mezzo mondo

fillers2Dagli Emirati Arabi Uniti alla Gran Bretagna, è boom di operazioni di chirurgia estetica. Una esplosione di transazioni che, seppur non sorprende in mercati emergenti dotati di una incrementante capacità di “acquisto”, lancia qualche interrogativo nel vecchio Continente, dove austerity, crisi e scandali (quello delle protesi PIP ritirate dal commercio, e non solo) non sembrano nuocere alla bontà del mercato e alle tasche dei chirurghi.

Stando a quanto affermano le ultime statistiche condotte dalla British Association of Aesthetic Plastic Surgeons, in particolare, le procedure di chirurgia estetica applicate in Gran Bretagna sarebbero cresciute oltre quota 50 mila unità, in incremento di più di 16 punti percentuali. Una ripresa che coinvolge non solo il mercato britannico (ma anche quello italiano), e che fa dimenticare lo stop avvenuto cinque anni or sono.

Tra le singole transazioni chirurgiche più “in voga”, a far la parte del padrone è sicuramente la liposuzione, il cui ritmo di crescita in un solo anno è stato addirittura del 41%. Molto positiva anche la crescita della mastoplastica, che fa segnare una crescita del 13 per cento nonostante la già ricordata crisi di segmento determinata dallo scandalo delle protesi PIP pericolose ritirate dal mercato. Crescono in doppia cifra anche la blefaroplastica (+ 14%) e il lifting (+ 13%).

Pur relativi al mercato britannico, i risultati hanno fatto discutere anche all’interno dei confini italici, dove la Società italiana di chirurgia plastica ed estetica ha sottolineato come, seppur la crisi economica italiana sia più evidente, la situazione sta riscontrando una crescita moderata anche nel BelPaese.

Il “merito” è soprattutto delle donne: il gentil sesso pare infatti essere in piena fase di riscoperta delle operazioni di chirurgia estetica, soprattutto dopo le delusioni prodotte dalla medicina estetica soft, e delle terapie alternative. Procedure meno invasive che, tuttavia, hanno in molti casi prodotto dei risultati al di sotto delle aspettative riposte.